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Luoghi dell'anima

francesco ballero

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quasi-come-poesia non è altro che un balbettio, un prolungamento della verità, dopo che ha subito una deformazione ad opera del tempo, ma che nel tempo stesso può ricomporsi.
È ricordo. Rivendica un suo tentativo di ricerca. Goffamente, forse.
quasi-come-poesia è scritto in minuscolo.   → quasicomepoesia

Se una notte d'inverno un viaggiatore

Questa poesia si appanna
come i vetri di un bar della stazione
al fischio delle nuvole di fumo
della sua macchina per il caffè.
Un uomo vi si affaccia dalla nebbia,
guarda, entra poi sbottona il suo soprabito
mentre si posa l’umido del vapore
su tutti questi inquieti andare a capo.
Un fischio secco di locomotiva
si leva alto da un’altra nuova strofa
dove si annota un torcersi degli occhi
degli avventori al banco
e ai tavoli di alcuni giocatori,
chiuso il ventaglio della carte al petto.
Si assomigliano tutte le stazioni
della nostra provincia,
le loro macchine-espresso nei bar.
Di carbone un pulviscolo tuttora,
dopo così tanti anni,
nella loro aria aleggia.
I lampioni non bastano a schiarire
oltre uno sbiadito alone
e tu che stai leggendo non afferri
a che tempo appartiene la stazione
della quale io racconto.
Ma una notte d’inverno un viaggiatore
si aggira come un’ombra nella nebbia.
Non ti è detto se arriva. Forse parte.
Forse attende un convoglio che non c'è,
si è perso in altri abissi, in altri tempi.
Qui tra i binari di ieri e di oggi
c'è un odore di treno che rimane.

© francesco ballero

rif. Italo Calvino

Claude Monet -  La gare Saint Lazare 

William Turner -  Pioggia vapore e velocità

quando ci desteremo naufraghi

"Naufragium feci, bene navigavi”
Mareggiata a Punta SantoStefano - fotografia Francesco Ballero 
Ci fende un tempo di frangenti e pietra
il gesto che lacera e ci incrina e sgretola
il giogo che ammutati ci raggomitola.
Ove roteano le vuote ore
barche ubriache d’avventati sogni
su culle d’onda pencolano.
Ma quando ci desteremo naufraghi
allora riprenderemo il mare.
Fedele ci ritorna un orizzonte
che rincuora.
Qui a noi si svela una terra pervasa
dal dolce canto che culla i fanciulli.

Mi sono preso cura del silenzio

Caro fratello mio
mi sono preso cura del silenzio
perché ogni parola
si tramutasse in sguardo. *

Mi inoltro adesso in un nuovo silenzio
per custodire e condurre con me
il tuo capolavoro.

© francesco ballero


* «Silenzio: là ogni parola non è che sguardo» - Gialal al-Din Rumi (mistico islamico) 

 

Lucio Fontana Concetto spaziale Attese