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Luoghi dell'anima

francesco ballero

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I Domenica di Avvento (anno B) – 3 dicembre 2017

Georges Rouault - Tête du Christ
Is 63,16-17.19; 64,2-7  Sal 79  1Cor 1,3-9  Mc 13,33-37

Il sonno dell’anima può spegnere la vita. In quel sonno si può solo sopravvivere, per giunta da rassegnati, senza neppure nutrire vere emozioni.
Ma allora, come restare svegli? Gesù ci chiede di pregare, pregare sempre, senza stancarci. Ce lo ripete spesso il Signore, perché oltre le tenebre c’è lo splendore della Sua venuta.
Se solo comprendessimo e volessimo sperimentare la potenza della preghiera, della vera preghiera, quella che sgorga dal cuore mediante lo Spirito Santo.
Essere vigilanti, rimanere attenti e svegli, guardare con attenzione, concentrare lo sguardo senza distrarsi, questi sono gli atteggiamenti propri di chi è in tensione verso qualcosa, di chi attende qualcosa di molto importante per la propria vita: qualcosa che deve avvenire? ma il cui tempo del compimento è imprevedibile? Ogni momento della vita può essere occasione di incontro col Signore, ogni momento è anche un paziente apprendimento della vigilanza.
La Sua venuta infatti non avviene alla fine della notte della storia, ma qui, oggi, nel nostro personale oggi, nella vita di ciascuno; nella storia e nella gloria!
Ecco, noi siamo collocati fra la storia e la gloria con il compito di vigilare e di annunciare la Sua venuta. La vigilanza mantiene vivo il desiderio dell’incontro e nutre la speranza in un Dio che conosce la nostra fragilità e che ci ama con tenerezza.
Celebriamo, o Padre, la tua tenerezza, celebriamo il Tuo amore testardo!
Tu lo chiedi ad ognuno di noi, sei Tu che ci chiedi di farlo… di andare, di avvicinarci a Te, perché solo Tu puoi dissolvere la tenebra davanti ai nostri occhi
E noi Ti rendiamo grazie e Ti glorifichiamo…
 
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