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quasicomepoesia

francesco ballero

quasicomepoesia

Nell'intimo dell'uomo risiede la Poesia. Afferrarla è altra questione, perché è troppo mite ed umile per la nostra smisurata arroganza.
quasi-come-poesia non sono solo vaghi e deboli tentativi di scrittura, ma è tentativo di osservare l' essenziale.
quasicomepoesia è scritto in minuscolo

March Chagall – Giobbe in preghiera – litografia 1960

Lamento di Giobbe

Ma dov’ero io
quando non c’era
margine al tempo o vela
strappata dal vento?
Dov’ero quando
bastavan le stelle
ad irradiare
corone d’onore?
E non avevano argine
gli oceani
né l’orgoglio dell’onda
alcuno scoglio?
Dov’ero quando
il pensiero era muto
e poi fu detto “arriverai sin qui
ma non oltre oserai”?
Ma ora dove sei Tu
così che si sgola la pena
e la bestia frantuma
ossa innocenti?
E’ sì tanto impotente
l’onnipotente Amore?
solitudine immensa
tra sudore ed angoscia,
ripudiato dolore
solidale al mio pianto.

Io ti prego

Io ti prego, Signore,
ascolta la mia voce,
ancora puoi udirla mormorante
adagiata sul vento in mezzo ai rami,
ora che non mi danno più stupore
certe sonorità della tempesta,
o il cielo freddo all’angolo di casa
tagliente dentro i loro spazi vuoti,
perché sono protese le mie mani,
anche se sono timide parole
sgorgate dalle mie profondità
che ho frugato con occhi sanguinanti.
Un frammento ero, nulla era rimasto,
anche il mio nome avevano disperso,
tutti come a raduno per la morte,
ed io in mezzo a loro e come loro.
Ma al margine di un chiostro, in nude celle,
dove il mondo dirada, vi scorre un poco appena,
- è un assolato cielo senza chiasso,
dove talvolta sorgono figure,
forse aquiloni od angeli coi liuti -
fu un pianto senza suono a ricompormi,
a curvare il mio viso sino a terra
per sentirne il profumo ed il calore.
Ed ora sei la rima che rincorro
in ogni nube, nelle ombre fruscianti
dietro volti e fatiche d’ogni giorno,
seduto dove stanno i mendicanti.
Ma tu che sempre sorgi da ogni buio
- anche per me da te uscì il mattino –
nelle ore oscure lasciati toccare,
facendo dei miei sensi la tua eco.

Joan Miró - La speranza - 1946 - collezione privata

 

Joan Miró: "È necessario mantenere i piedi fortemente ancorati al terreno per poter ascendere al cielo".

Vincent Van Gogh - Covoni e luna che sorge

 

Come Ruth la moabita

Viene da te la mia anima la sera
mentre riposa il verde dei giardini
e silenziosa suona quella musica
che ha la voce di molti citaredi,
immobile e sonora solitudine
per vagabondi sguardi di frontiera.
Viene da te e si accoccola ai tuoi piedi –
lei ha da fare un umile lavoro
su una terra straniera tutto il giorno
come una serva attorno ai tuoi covoni –.
Sotto tranquille ali la raccogli
e del tuo soffio calda si risveglia
quando si infiamma immenso il nuovo giorno.

riferimenti:
• Bibbia: libro di Ruth; Apocalisse
• San Giovanni della Croce: Cantico spirituale.
• Rainer Maria Rilke: Il libro d’ore.