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francesco ballero

quasicomepoesia

Nell'intimo dell'uomo risiede la Poesia. Afferrarla è altra questione, perché è troppo mite ed umile per la nostra smisurata arroganza.
quasi-come-poesia non sono solo vaghi e deboli tentativi di scrittura, ma è tentativo di osservare l' essenziale.
quasicomepoesia è scritto in minuscolo

Se una notte d’inverno un viaggiatore

Questa poesia si appanna
come i vetri di un bar della stazione
al fischio delle nuvole di fumo
della sua macchina per il caffè.
Un uomo vi si affaccia dalla nebbia,Claude Monet - La gare de Saint Lazare
guarda, entra poi sbottona il suo soprabito
mentre si posa l’umido del vapore
su tutti questi inquieti andare a capo.
Un fischio secco di locomotiva
si leva alto da un’altra nuova strofa
dove si annota un torcersi degli occhi
degli avventori al banco
e ai tavoli di alcuni giocatori,
chiuso il ventaglio della carte al petto.
Si assomigliano tutte le stazioni
della nostra provincia,
le loro macchine-espresso nei bar.
Di carbone un pulviscolo tuttora,
dopo così tanti anni,
nella loro aria aleggia.
I lampioni non bastano a schiarire
oltre uno sbiadito alone
e tu che stai leggendo non afferri
a che tempo appartiene la stazione
della quale io racconto.
Ma una notte d’inverno un viaggiatore
si aggira come un’ombra nella nebbia.
Non ti è detto se arriva. Forse parte.
Forse attende un convoglio che non c'è,
si è perso in altri abissi, in altri tempi.
Qui tra i binari di ieri e di oggi
c'è un odore di treno che rimane.

rif. Italo Calvino