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francesco ballero

canta e cammina

Ecco il tuo vino

domenica 20 gennaio 2019 – T.O. II sett.
Is 62,1-5 Sal 95 1Cor 12,4-11 Gv 2,1-11
La danza - Marc ChagallCome sarebbe a dire, Signore, “Non è ancora giunta la mia ora” ? Per fortuna c’è Maria, tua e nostra Madre, a ricordarti che invece è questa l’ora; è adesso l’ora della vita, qui dove impazzano le danze e c’è frastuono, dove ci sono strimpellatori anche di canzonacce e qualche invitato un tantino brillo, dove ci sono danzatori accaldati e dove c’è anche un velo di tristezza perché c’è stanchezza e probabilmente la festa sta per finire. Manca il vino. Per fortuna Maria, con la sua dolcezza, te lo fa presente. La festa non deve accasciarsi. Questa è la tua ora, l’ora per noi di continuare a danzare.

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Accoglienza

sabato 19 gennaio 2019 – T.O. I sett.
Eb 4,12-16 Sal 18 Mc 2,13-17
Signore Gesù, è veramente grande la tua autorità se è sufficiente che Tu pronunci solamente un “seguimi” per indurre un pubblicano ad alzarsi, abbandonare il banco delle imposte e seguirti. La tua Parola infatti è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore. Quando Tu dici “seguimi” vuoi significare “vieni con me, perché io ti accolgo liberamente, gratuitamente, senza dare peso alla eventuale mancanza di qualità, alle scelte non approfondite, al peccato. La tua accoglienza ci rende a nostra volta capaci di accoglienza, tanto che il “pubblicano e peccatore” ti accoglie a sua volta alla sua mensa. “Seguimi” non è altro che l’espressione della tua misericordia, poiché Tu compatisci le nostre infermità, sai prendere parte alle nostre debolezze. La tua autorità è posta al servizio dei peccatori. Quindi ti prego, mio Signore: io sono peccatore e sono bisognoso come un mendicante, vieni a sederti alla mia tavola e con la tua Parola scrutami, mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente. Tu non sei venuto a guarire i sani, ma i malati. Ed io sono malato. Tu non sei venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. Ed io sono peccatore. Pronuncia anche per me il tuo “seguimi” ed accoglimi. Accostati Tu a me, perché io ho piena fiducia accostandomi a mia volta al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutato al momento opportuno.

Lasciarsi amare

venerdì 18 gennaio 2019 – T.O. I sett.
Eb 4,1-5.11 Sal 77 Mc 2,1-12
Mio Signore, ogni volta che leggo nel tuo Vangelo che Tu operi vedendo la sua/loro fede, mi domando in che cosa consista quella fede capace di produrre un miracolo. Quattro uomini, con la forza delle loro braccia ed ingegnandosi con fantasia ed audacia, portano al tuo cospetto un loro amico paralitico con tanto di barella. Cosa hai raccolto Tu dal cuore invisibile di quegli uomini se non un amore tanto grande da mettere in gioco tutto se stessi, compresa una certa dose di impudenza e sfacciataggine? Doveva essere ben saldo il legame di amicizia che univa quelle cinque persone. Ecco cosa hai visto: un amore tanto grande da trovare in se stesso il coraggio di scoperchiare il tetto di una casa e capace di aprire un varco per il miracolo. L’amore compie i miracoli, riscatta e libera dai peccati, riconcilia e ci fa entrare nel riposo di Dio. L’amore di chi ama riscatta se stessi e chi è amato.

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Finché dura quest'oggi

giovedì 17 gennaio 2019 – T.O. I sett. – S.Antonio
Eb 3,7-14 Sal 94 Mc 1,40-45
Forse il lebbroso non ti ha capito, Signore, non ha compreso che non è tutto così facile, così immediato e subito luminoso. Sei stato chiaro ed anche secco: avrebbe dovuto tornare alla sua vita normale, nell’ordinarietà del quotidiano, all’oggi. Ritorna invece al suo passato, quasi celebrando la malattia da cui Tu l’hai guarito. Pensa ormai di avere in mano la propria vita. La salvezza che ci doni, Signore, invece ci invita a vivere pienamente nell’oggi, ci restituisce la nostra dignità, non abbassa la nostra condizione a quella del miracolato. È molto facile per tutti noi cadere nella trappola del sottile bisogno di sentirsi qualcuno, dei diversi, dei prediletti, dei miracolati appunto. Anche noi sappiamo che se Tu lo vuoi, puoi purificarci. Purificarci, sì. La tua presenza, il tuo tendere la mano, il tuo toccarci ci purifica. Ci purifica per donarci la pace e la gioia della normalità, giustificati dal tuo dolcissimo amore.

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Prendersi cura della stirpe di Abramo

mercoledì 16 gennaio 2019 – T.O. I sett.
Eb 2,14-18 Sal 104 Mc 1,29-39
La preghiera e la misericordia, il silenzio del deserto e l’abbraccio delle folle.
Signore Gesù, se veramente vogliamo percorrere le tue strade, Tu ci indichi sempre luoghi solitari per pregare e sostare nascosti in comunione con il Padre e per entrare nella sua intimità, perché Lui è la fonte della misericordia, Colui che rende possibile l’avvicinarsi a tutte le miserie umane e prendersene cura attraverso la compassione, sollevando per la mano malati e posseduti dal demonio. Tu prendi per mano gli ammalati, attraverso il tuo corpo comunichi la potenza di Dio attinta dalla preghiera.
Anche per noi questo è possibile. La nostra vita con Te, la nostra vita in Te, trova la sua realizzazione nella preghiera e nella compassione, accettando il limite, perché non tutto ci è possibile. Anche Tu, nella spoliazione, nello svuotamento, nell’aver assunto la nostra condizione umana, hai dovuto sottometterti al limite. Tutti ti cercano, ma Tu vai altrove. Altrove, per altre strade, attraversando altri villaggi, si spalancheranno altre possibilità.

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