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francesco ballero

canta e cammina

Comporre in unità

lunedì 28 gennaio 2019 – T.O. III sett.
Eb 9,15.24-28 Sal 97 Mc 3,22-30
Spirito Santo di Dio, inonda e spalanca il nostro spirito rendendolo capace di accogliere tutta la tua luce; rendici anime viventi che si nutrono del rapporto con Dio. Te lo chiedo con forza perché l'anima mia languisce e brama gli atri del Signore. Tu ci offri tutte le ricchezze dall’universo, ma per cogliere la luce presente nella creazione di Dio bisogna essere in rapporto con lui. Padre, è beato chi abita la tua casa e sempre canta le tue lodi! Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente. Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove.Ti prego, Signore, perché attraverso la preghiera nell’amore Tu mi doni la sapienza. Tu mi doni il tuo Spirito, non come tesoro da serbare gelosamente a mio uso esclusivo, ma perché possa trasmettere agli altri quanto mi fai comprendere nel mio rapporto con Te. Tu mi doni il tuo Spirito, che non mi pone al di sopra di nessuno, ma mi dona quella vita che è relazione, vita che mi pone tra gli altri e con gli altri. Tu mi doni quello Spirito che non vede né si inventa nemici, fatto purtroppo molto comune e diffuso tra gli uomini in tutti i tempi ed oggi in modo particolare.

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Oggi

domenica 27 gennaio 2019 – T.O. III sett.
Ne 8,2-4.5-6.8-10 Sal 18 1Cor 12,12-30 Lc 1,1-4; 4,14-21
Predicazione di Cristo nella sinagoga di Nazareth -  Monastero di Visoki Decani in KosovoLa forza della tua Parola, Signore Gesù, ci colma di gioia. Pongo la mia fiducia nella tua Parola. Sia perseverante, Signore, il mio ascolto orante della Parola. So che lo Spirito è su di Te e di conseguenza su tutti quelli che restano in comunione con Te. Tu ci parli da Nazareth, un luogo sperduto senza storia, un paese da cui non era venuto nessun profeta. Ma la tua Parola ci raggiunge oggi da Nazareth e diventa oggi nostra storia. È iniziato un anno di grazia, oggi a Nazareth. Oggi, nonostante la violenza dilagante, nonostante i cuori chiusi, nonostante le discordie e le divisioni, nonostante che siamo rimasti un piccolo gregge, si compie la salvezza, la liberazione, la consolazione. Oggi è il tempo di Dio. Oggi, Signore, Tu sei qui

Riconoscere i segni

venerdì 25 gennaio 2019 – T.O. II sett – Conversione di S,Paolo
At 22,3-16 Sal 116 Mc 16,15-18
Signore, donami occhi in grado di penetrare un poco il mistero che avvolge ogni cosa ed ogni persona, perché io non sono in grado di riconoscere i segni che accompagnano quelli che credono. Tu, il Risorto, invii tutti noi credenti ad andare in tutto il mondo e a proclamare il Vangelo a ogni creatura. Invii anche me? Ma non ti accorgi da quanta fragilità ed anche incredulità sono abitato? Ti ho appena confessato la mia fede, ma il dubbio e l’incredulità mi accompagnano sempre. Eppure sento la tua voce che ogni mattina mi chiama per andare verso la vita e Tu insisti nel deporre in me la certezza che sempre precedi ciascuno di noi, soprattutto i fragili ed i dubbiosi. Tutte le mattine mi dici di essermi vicino sia nelle contraddizioni sia nel desiderio di vita. Ma quali segni si possono operare per mano mia? Sì, Tu operi anche per mano mia; nonostante tutto lo percepisco.

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Tra un sabato e l'altro

martedì 22 gennaio 2019 – T.O. II sett.
Eb 6,10-20 Sal 110 Mc 2,23-28
Signore Dio, noi ti ringraziamo perché ci hai donato il sabato. Il sabato è il giorno del tuo riposo e Tu ce lo hai consegnato proprio in vista del riposo, tempo della dilatazione della vita, quella da Te affidataci con la responsabilità di farla fruttificare. Tu ci hai collocato tra il sabato, giorno del compimento della creazione, ed sabato di cui il Figlio dell’uomo è signore. Nel mezzo sta la nostra speranza, quella che ci dà giovinezza ed energia. Tra un ricevere e un restituire sta la nostra libertà. In questo tempo e spazio intermedio, sostieni sempre la nostra fede perché possiamo afferrarci saldamente alla speranza, quella che Tu stesso hai giurato, attraverso Abramo, di donarci quando lo hai benedetto con ogni benedizione e gli hai assicurato una discendenza molto numerosa. Nella speranza attraversiamo la separazione tra un sabato e l’altro, nella speranza che il sabato accresca nel cuore il riposo e la pace, che gli sono propri. Non noi siamo consegnati al sabato, ma da Te il sabato ci è stato consegnato escludendovi ogni pensiero, mormorazione o giudizio che mortifichi la vita e la gioia. Per Te è importante la vita dell’uomo, non il sabato in sé, anche attraverso il quale Tu però ci mostri il tuo amore e la grandezza della tua opera. Donaci occhi attenti che sappiano vedere ed amare le tue opere, occhi che sappiano ricercarle. Continua a donarci il sabato, Padre buono.

Cuore nuovo

lunedì 21 gennaio 2019 – T.O. II sett.
Eb 5,1-10 Sal 109 Mc 2,18-22
Signore Gesù, nel seguirti ogni cosa è nuova, tutto è novità, non comprensibile e godibile da coloro che vivono arroccati nelle loro vaghe conoscenze e certezze. Eppure Tu sei promessa d’amore che ci affranca dall’abbraccio mortifero delle prescrizioni e delle tradizioni. Sorreggici, Signore, nel nostro cammino di conversione per rinnovare ogni cellula del nostro essere. Non metteremo delle toppe sopra una vita che ricerca il facile adattamento, sopra pratiche ripetitive che non si aprono alla novità. Rivestici di Te. E se talvolta ci sentiremo sopraffatti dalla stanchezza, quando ci sembrerà che lo sposo ci è stato tolto, non venga meno la nostra fede. Tieni vivo il desiderio di Te, rinnovando continuamente il nostro cuore anche col digiuno e la penitenza, ma soprattutto con la misericordia e l’accoglienza. Sei Tu che operi in noi, anche quando sei lontano. Il nostro sguardo sia anche sempre rivolto a tutti coloro che sono perseguitati e che non rinunciano neppure all’amore per i persecutori; sono le creature miti e deboli, che Dio sceglie per confondere le potenze del mondo. Sono coloro che hanno trasformato il loro cuore in un cuore nuovo.