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francesco ballero

canta e cammina

Sacrificio di lode

sabato 9 febbraio 2019 – T.O. IV sett.
Eb 13,15-17.20-21 Sal 22 Mc 6,30-34
Di compassione è avvolto il tuo sguardo. Dagli occhi scende nelle tue profondità e Tu soffri e condividi il dolore dell’altro, senti e comprendi il bisogno di ciascuno. Tu ti muovi per esserci sempre vicino. Vicino a Te io mi sento bene, Signore Gesù. Ascolto la tua Parola, che continuamente spezzi e condividi. Vivo del tuo insegnamento. Per mezzo tuo io offro a Dio il mio sacrificio di lode. Conservami sempre nell’atteggiamento della lode e del ringraziamento, riconoscendo sempre, ogni giorno, i doni che Dio ci fa per mezzo tuo. Che io traduca questi doni in concretezza di vita, attuando il grande sacrificio della carità che compie la sua volontà, operando in noi ciò che a lui è gradito per mezzo tuo, Signore Gesù.

Stupidità

venerdì 8 febbraio 2019 – T.O. IV sett.
Eb 13,1-8 Sal 26 Mc 6,14-29
Signore Iddio, la tua parola oggi ci mette in guardia dalla stupidità. Cosa c’è di più stupido dal lasciarsi tormentare dai propri fantasmi? Il fantasma di Giovanni perseguita Erode. Certo, in lui non c’è ombra di pentimento per il misfatto compiuto, ma piuttosto c’è un’ossessione. Rendimi guardingo, Signore, da ogni fantasma che potrebbe riaffacciarsi dal mio passato. Un misfatto, quello di Erode, frutto anch’esso di una serie di avvenimenti tenuti insieme sempre dalla stupidità. Non è forse stupidità, quella di Erodiade? stupidità generata dall’odio e dal rancore che nutre per Giovanni il Battista, cioè per colui che le ricorda che non tutto è possibile? Invece i suoi deliri di onnipotenza la costringono in una malvagità che alla fine la domina e la manomette. Signore, difendimi dalla tentazione di non accettare i limiti della mia natura. E che dire di Salome completamente dipendente dalla madre? Signore, sorreggi i miei pensieri e le mia scelte nella libertà di giudizio, alla luce della tua sapienza.

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Relazione

giovedì 7 febbraio 2019 – T.O. IV sett.
Eb 12,18-19.21-24 Sal 47 Mc 6,7-13
Ti ringrazio, mio Signore e mio Dio, perché Tu mi hai chiamato insieme ad altri per stare nella tua intimità. Tu ci chiami per abitare con Te e poi per mandarci. Non ci muoviamo da luoghi di fuoco ardente né di oscurità, tenebra e tempesta, né di squillo di tromba e suono di parole, ma dal luogo della gioia, noi nati per dimorare nella comunione e nella pace. L’amore luminoso del Padre suscita in noi l’amore verso Dio stesso e verso i fratelli. Ti ringrazio, mio Signore e mio Dio, perché ci esorti a muoverci senza bagaglio, o perlomeno con un bagaglio molto leggero, che non rallenti il nostro passo; vi è l’urgenza di entrare nello spazio della relazione. Ti ringrazio, mio Signore e mio Dio, perché la relazione con Te è essenza della relazione con ogni altro fratello o sorella. La relazione con Te ci rende consapevoli della nostra chiamata, Tu fonte ed origine di ogni nostro mandato. Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.

Accoglienza

mercoledì 6 febbraio 2019 – T.O. IV sett.
Eb 12,4-7.11-15 Sal 102 Mc 6,1-6
Non meravigliarti, Signore Gesù, e non addolorarti per la nostra incredulità. Aiutaci piuttosto a superare le nostre categorie mentali. Abbi pazienza, perché Tu ci cogli sempre alla sprovvista: pensiamo di conoscerti ormai, ma ogni volta che Tu ritorni ci presenti qualcosa di nuovo. Spiazzi le nostre attese, ti presenti sempre come un diverso e ci costringi ad un faticoso lavoro di rielaborazione. Non meravigliarti, Signore, questo ci accade anche col nostro prossimo, con qualunque persona incontrata, che immediatamente incaselliamo con i nostri schemi mentali. Pensiamo di conoscerla, ma l’abbiamo solo imprigionata in un’immagine. Talvolta questo fatto si tramuta in dramma, inquina i rapporti e non può compiersi il prodigio dell’amore perché ci destabilizza e ci scandalizza tutto ciò che si discosta dal conosciuto; l’unico nostro sforzo diventa quello di ricondurre l’altro all’ordine dei nostri pregiudizi, tentando di ridurre al minimo il rischio che si manifestino pensieri e comportamenti per noi problematici.

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Toccare

martedì 5 febbraio 2019 – T.O. IV sett.
Eb 12,1-4 Sal 21 Mc 5,21-43
Signore Gesù, oggi sei andato incontro a due dolori infiniti. Ecco che penetrano nel tuo cuore ed ecco che ogni tuo gesto ed ogni tua parola è un inno alla vita; ci offri due episodi che si intrecciano con fibre sottili e delicate, un tessuto di sguardi e parole, di intese e di complicità, forse anche di sorrisi e carezze. Signore Gesù, da Te proviene la forza che alimenta ogni desiderio di vita. Tu sei la speranza che infrange l’isolamento. Credere in Te sconfigge la paura, permette di osare. Nel toccarti, nell’appoggiare le mie mani sul tuo corpo, Ti riconosco Signore della vita. Tu mi liberi dalle forze del male che provengono dalle mie viscere, quelle forze che spesso hanno provocato paura e sfiducia. Tu sei la tenerezza infinita che si lascia toccare e tocca e prende per mano, gesti cha hanno riguardo ed onorano il nostro corpo, sono calore e vicinanza. Lasciaci imparare i tuoi gesti, dona anche a noi la capacità di stare vicino a chi soffre, di lasciarci toccare e toccare chi è accanto a noi, di prendere per mano.