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francesco ballero

canta e cammina

I piccoli

martedì 11 dicembre – II settimana d’avvento
Is 40,1-11 Sal 95 Mt 18,12-14
Fotografia Francesco Ballero - particolareBenedetto sei Tu, Signore, che ami i piccoli, coloro che non hanno peso nel mondo. Essi sfuggono all’attenzione e, se vengono notati, infastidiscono. Bussano alle porte, gridano sui blocchi di pietra, il loro è un amore consumato. Di stenti si perdono.
Ma il tuo sguardo, Signore, è rivolto a loro, perché Tu sei dalla parte di chi si smarrisce e di chi è rifiutato o dimenticato. I piccoli sono coloro che si smarriscono. Tu lo sai Signore quante volte anche io mi sono perso. Ma la tua volontà, Padre santo, consiste nello stupefacente desiderio di cercarci sempre e poi di trovarci. Si compia la tua volontà, fai rifiorire il deserto dei nostri smarrimenti; porta gli agnellini sul petto e conduci pian piano le pecore madri.
Manda la tua verità e la tua luce, siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore.
 

Esultando nello Spirito Santo

martedì 4 dicembre – I settimana d’avvento
Is 11,1-10 Sal 71 Lc 10,21-24
Chi sei o Dio? qual è il tuo volto? Un triangolo? un anziano con la barba? dove ti trovi? che faccia hai? come compi la tua opera? Sei l’essere perfettissimo creatore del cielo e della terra? Come mi fa tremare questa definizione imparata al catechismo da bambino: non che non contenga la sua verità, ma non dice nulla di quanto ci ha rivelato di Te il nostro Signore Gesù il Cristo, il quale è venuto a dirci: . “nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”. Signore Gesù a chi Tu vorrai rivelarlo? Ai piccoli! Tu rendi grazie al Padre ed io per questo rendo grazie a Te ( e quindi direttamente anche al Padre) e Ti rendo anche grazie perché anche io mi sento annoverato tra i piccoli; sono entrato a far parte di questa beata schiera, dopo anni trascorsi a lambiccarmi il cervello, credendo di poter rispondere a tutte le domande con la forza della ragione.
Tra questi piccoli. oggi, ritrovo me stesso, assieme a tutti i tuoi discepoli. Ma tra questi piccoli riconosco soprattutto Te, Signore Gesù, a cui tutto è stato dato dal Padre. Un Dio piccolo, quindi. Altro che l’essere perfettissimo creatore del cielo e della terra! Ecco io mi inchino, piego il capo difronte al Logos, al Verbo di Dio. E piego il capo di fronte ai piccoli, il nostro prossimo, che è quindi via per andare al Padre, per conoscere il Padre.
E tutto ciò Tu lo dici e noi l’ascoltiamo esultando nello Spirito Santo, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare. In quel giorno avverrà che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli.

L'uomo vivente

lunedì 10 dicembre – II settimana d’avvento
Is 35,1-10 Sal 84 Lc 5,17-26
Signore, Tu ci liberi dalle sofferenze e dalla solitudine, ci levi dall’ombra e ci conduci alla luce. Ed allora “perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, Lui, salvezza del mio volto e mio Dio. “Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa”
“Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio... Egli viene a salvarvi” “felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”
Tu ci chiedi soltanto di avere compassione e condividere la sorte dell’altro, soprattutto quando è provato dalla sofferenza, di assumercene la responsabilità, come gli amici del paralitico. Tu sei coinvolto nel nostro desiderio di una vita più piena per noi e per gli altri. Attraverso la fede, la tua Parola restituisce a se stessi noi e quanti amiamo.
Andremo a casa glorificando Dio, perché ci restituisci alla vita e perché gloria di Dio è l’uomo vivente.

Con gioia

lunedì 3 dicembre – I settimana d’avvento
Is 2,1-5 Sal 121 Mt 8,5-11
Signore, Tu mi interpelli e mi inviti ad un serio esame su me stesso.
“In verità vi dico, in Israele (nella Chiesa?) non ho trovato nessuno con una fede così grande”
Non so risponderti. Fino a dove si spinge la mia fede?
Tu entri in Cafarnao e ti viene incontro un centurione. Ma fortunatamente per noi, anzi per la grazia che ci viene donata dal tuo infinito amore, sei Tu che ti fai incontro alla nostra umanità.
Donami, Ti prego, una fede così grande da sapere a mia volta andare incontro alla sofferenza umana, con la compassione, la delicatezza, la tenerezza, l’attenzione amorevole che ha avuto il centurione per il suo servo. La sofferenza dell’altro diventi la mia stessa sofferenza. Ma preservami dalla tristezza, perché camminare nella tua luce è camminare nella gioia.
Aiutaci a venire con gioia incontro a Te. 
Signore, salva e libera chi è perseguitato, perché non venga sbranato come da un leone, senza che nessuno lo salvi.

Nel deserto

domenica 9 dicembre – II domenica d’ avvento
Bar 5,1-9 Sal 125 Fil 1,4-6.8-11 Lc 3,1-6
Deserto di Giuda - fotografia Francesco BalleroTu ci convochi nel deserto per poter udire l’annuncio del Regno di Dio. Il Messia sta per arrivare, nel silenzio, senza grida, discretamente. Altrove, nel mondo, c’è troppo chiasso, parole inutili e scomposte. C’è violenza che genera paura, paura che genera violenza.
Ti rendo grazie, Signore, per questo tuo ricondurci nel deserto, alla luce della tua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da Te. Ci domandi uno sguardo diverso perché la nostra attesa non sia quella della fine, ma la composizione di un inizio. Ti ringrazio perché nel deserto i potenti tacciono, tacciono le nostre angosce e le nostre paure. Ti ringrazio perché nel deserto possiamo udire il profeta che annuncia la tua venuta, perché nel deserto Tu scalzi e trasfiguri la storia. Nel deserto Tu sbricioli come granelli di sabbia le false immagini che noi ci siamo costruiti di Te ed il vento sgretola gli idoli, spiana le montagne. Nel deserto le albe e i tramonti ci aprono allo stupore della semplicità, i sentieri vengono raddrizzati. Nel deserto non esiste altra fiducia se non il totale abbandono a Te e le nostre fragilità sono riempite con la tua misericordia.
Sì, Signore, chiamaci e conducici al deserto, accendi in noi il desiderio di essenzialità e di autenticità, sazia la nostra fame di verità.