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francesco ballero

canta e cammina

Dio della gioia

domenica 16 dicembre – III domenica d’ avvento
Sof 3,14-18 Is 12 Fil 4,4-7 Lc 3,10-18
La tua Parola di oggi, Signore, ci invita a condividere la tua gioia. La nostra fede non può prescindere dalla gioia. È vero, la vita ci riserva mille fatiche, difficoltà, problemi, ma se noi sappiamo essere presenti a Te, nulla ci può angustiare. 
Vieni, Signore, a sostenere la nostra fede nella tua pace.
Cosa dovrò dunque fare? Mi assumerò la responsabilità della mia vita lasciando che venga illuminata dalla tua pienezza. Lascerò che Tu decentri ed allarghi il mio sguardo verso i fratelli. Essere attenti, ecco cosa dobbiamo fare. Condividere, non sfruttare in alcun modo, rispettare. Niente di impossibile, nulla al di sopra delle nostre forze, ma tutto compiuto nella gioia.
Cosa dunque farò? Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Sì, io sono il tuo servo, Signore, io sono tuo servo, figlio della tua ancella; hai spezzato le mie catene.
Mi battezzi in Spirito Santo e fuoco per rendermi partecipe della tua gioia, la gioia di un Dio che ci raggiunge facendosi piccolo, un Dio bambino.

Signore, brucia le attese menzognere

sabato 15 dicembre – II settimana d’avvento
Sir 48,1-4.9-11 Sal 79 Mt 17,10-13
Attendiamo il tuo Natale, Signore, il tuo, non quello mieloso e caramellato che si compone di alberi con palline colorate, di candeline e canzoncine, di attese rivestite di posticcia poesia, di spot pubblicitari alla “siamo tutti più buoni”. No, noi attendiamo il tuo Natale, quello reale e concreto della tua incarnazione nella storia, quello che ti colloca a fianco dei poveri, degli emarginati, dei profughi, dei migranti, dei perseguitati, degli ultimi...
La Chiesa, con la liturgia di oggi ce ne propone anche la sua asprezza: “Anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro” Sono parole tue, Signore.
Aiutaci a prendere sul serio il tuo Natale, Signore, ad assumerci la responsabilità del nostro cammino, quel lungo percorso di conversione che non può non attraversare momenti drammatici.
Verbo fatto carne, Tu sei il fuoco, la tua Parola brucia come fiaccola. Brucia, Signore, brucia le nostre illusioni, le attese menzognere; infiamma invece il nostro cuore con quell’amore pronto anche alla sofferenza e alla morte pur di riflettere lo splendore della Verità.

Sapienza

venerdì 14 dicembre – II settimana d’avvento
Is 48,17-19 Sal 1 Mt 11,16-19
Signore Gesù, camminando con Te si respira aria di libertà. Sii sempre mio compagno di viaggio perché possa diventare sempre più audacemente testimone del tuo Vangelo.
L’invidia, la gelosia, la presunzione e l’acidità dei tuoi oppositori mai riusciranno ad oscurare la limpidezza dei tuoi comportamenti, Tu che non hai scelto le barricate, Tu che ti sei collocato tra gli uomini con la pienezza della tua persona, Tu che ti sei seduto alla mensa di Levi e hai lasciato che una peccatrice lavasse con le lacrime e poi baciasse i tuoi piedi e poi li asciugasse con i capelli e poi li cospargesse di profumo, Tu che hai accettato di morire in Croce come un delinquente...
Rendi anche noi, tuoi discepoli, capaci di uno sguardo limpido, libero dalla presunzione di giudicare guardando dall'alto in basso.
Beata Sapienza, inesauribile tesoro di cui Tu rendi partecipe l'uomo, riflesso inesauribile della gloria di Dio! Che il mondo intero riconosca che tutte le tue opere, Cristo Gesù, sono seme e frutto della Sapienza.

La sapienza che viene dall'alto è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace. (Gc 3, 17-18)

Violenza e coraggio

giovedì 13 dicembre – II settimana d’avvento
Is 41,13-20 Sal 144 Mt 11,11-15
Occorre essere violenti per impadronirsi del regno dei cieli? Ma dove è finita la tua tenerezza, o mio Signore? Eccola, è ancora una volta rivolta ai piccoli, perché chi si sente grande deve diventare piccolo e quindi combattere con tutte le forze il proprio egocentrismo, smetterla una volta per tutte di coccolare l’istinto di porsi al centro del mondo. Come Giovanni il Battista, che ha saputo riconoscersi piccolo e mettersi da parte per lasciare a Te tutto lo spazio.
Donami il coraggio, perché ci vuole coraggio per questo, donami il coraggio, Signore, di vivere le tue beatitudini, quella condizione esistenziale che supera la legge, e ci rende dei piccoli più grandi di ogni grande profeta. Donami quindi il coraggio di sapermi riconoscere ed ospitare come piccolo, degno di accogliere il dono del Regno che viene, facendo del mio stesso vivere una profezia.
Non dimenticare i tuoi piccoli che in ogni parte del mondo vengono umiliati e perseguitati perché profeti del Regno.
 

Il Piccolo dei piccoli

mercoledì 12 dicembre – II settimana d’avvento
Is 40,25-31 Sal 102 Mt 11,28-30
Signore Gesù, è vero, spesso mi sento affaticato, talvolta sento il peso dell’oppressione. Talvolta le mie colpe mi angosciano. Soggiogato dal timore di rimanere senza forze, guardo a Te e Ti imploro, perché so che Tu non disdegni il grido di coloro che sono piegati dal quotidiano impegno della sopravvivenza. Tu ci chiami per donarci la vita in abbondanza, non per farci sopravvivere nell’obbedienza a comandamenti e leggi, agli obblighi religiosi o civili. Tu vuoi molto di più, sei ancora più esigente: Tu vuoi da noi l’obbedienza al cuore, a ciò che Dio sostiene in noi. Lui è Padre, non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo spossato. Quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi. Questo è il tuo invito, Signore; il tuo giogo è un cuore mite ed umile, un cuore dilatato, il solo capace di riaprirsi alla fiducia. Sarà dolce camminare con Te a fianco. Ed allora, eccomi, mio Signore, anche io piccolo fra i piccoli, a fianco del più Piccolo, il Piccolo dei piccoli, Tu Carne di Dio, adagiato in una mangiatoia.