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francesco ballero

canta e cammina

Un bambino fragile

sabato 29 dicembre – Tempo di Natale
1Gv 2,3-11 Sal 95 Lc 2,22-35
Come la braccia di Simeone, anche le mie si distendano per abbracciare la luce.
A te, Signore, anela la mia carne, come terra assetata, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Io ti lodo, mio Dio, perché in un Bambino fragile trovo la piena consolazione. Ti raggiunga il mio inno di gratitudine. Sia il mio canto una perenne benedizione a beneficio anche di quel difficile e faticoso amore che vorrebbe affluire nei pensieri di coloro che non mi amano. La luce illumini le tenebre soprattutto quando la luce stessa soffre per le tenebre.
Tu, Bambino fragile, accendi il desiderio di divenire speranza anche per coloro che mi odiano. Ogni autentico desiderio di giustizia è una spada che trafigge, il segno che svela tutte le contraddizioni della mia vita, vi penetra in profondità, portandovi liberazione. Tu sei la sconvolgente sorpresa di una salvezza che va oltre ogni logica del mondo.
Il mio incontro con Te mi cambi la vita. Col mio canto di benedizione potrò anche io chiederti di lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola.

Una breve preghiera

giovedì 27 dicembre – Tempo di Natale – San Giovanni
1Gv 1,1-4 Sal 96 Gv 20,2-8
Mio Signore e mio Dio, Emmanuele, Dio con noi, quest’oggi ti rivolgo una semplice e breve preghiera, nella quale per me è tutto racchiuso: permetti anche a me di posare il mio capo sul tuo petto durante la Cena. Che io lì trovi il mio riposo, perché a te si stringe l'anima mia.

Perseveranza

mercoledì 26 dicembre – Tempo di Natale – Santo Stefano
At 6,8-12;7,54-60 Sal 30 Mt 10,17-22
Mio Signore, soltanto ieri abbiamo contemplato il mistero della tua incarnazione, cantando con gli angeli alleluia, colmati dalla gioia. Chi ha saputo posare uno sguardo attento sulla mangiatoia di Betlemme ha sì contemplato un sereno mistero, ma ha anche potuto accogliere l’invito a rendersi consapevoli che allo stesso tempo la tua incarnazione è un dramma, al quale nessun vero credente/adoratore può sottrarsi. Tu, mite ed umile di cuore, mai hai opposto violenza alla violenza, pur avendo subito ogni sorta di opposizione ed avversione.
Ecco il dramma: c’è un legame vitale tra incarnazione e persecuzione, con tutte le sofferenze che ne derivano. Nessun tuo discepolo credente/adoratore può sottrarsi a questa sorte.
Ecco il dramma, Signore: la nostra debolezza, la nostra paura, la nostra incapacità. Ma Tu non ci hai scelto per la forza, il coraggio, le attitudini; Tu ci hai semplicemente scelto, invitandoci alla perseveranza per portare frutto.
Sapremo esserti fedeli noi così incapaci di perseveranza? No, con le sole nostre forze noi non sappiamo essere fedeli; Tu solo, Signore, sei veramente fedele. Tu solo puoi sorreggerci e ci doni il tuo Spirito di perseveranza, Tu non ci lasci soli. Illuminati dallo Spirito Santo possiamo seguirti Signore, possiamo arrivare a perdere la nostra vita a causa tua e ritrovarla a causa tua.

Natale 2018

William Congdon - natività 1960La vita è un cammino incerto, in bilico tra la bellezza e la seduzione del male; sembrerebbe uno spietato procedere dall’armonia al caos. Basta guardarsi intorno.
“Alzate il capo”, ci esorta però il Signore. Si tratta di rimanere lucidi, di custodire il nostro desiderio. Possiamo custodire i nostri pensieri, dilatare il nostro desiderio, solamente alzando il capo.
Alzando il capo possiamo anche udire l’alleluia cantato lassù, fuori dal tempo, in eterno; ascoltando quell’alleluia si illumina di speranza la nostra vita mortale, qui nel tempo. Quell’alleluia alleggerisce i nostri cuori, ci aiuta a non appesantirci.
Canteremo tutti anche noi lassù quell’alleluia, nella realtà. Oggi possiamo cantarlo qui, camminando nella speranza.
Diceva Sant’Agostino “canta e cammina”. Alziamo il capo, cantiamo e camminiamo.
Camminiamo verso la grotta di Betlemme, verso il luogo della Crocifissione, verso una tomba definitivamente ed in eterno vuota.
Oggi abbiamo camminato per riunirci dinnanzi al Presepio, la meravigliosa icona della piccolezza di Dio. Chi sei o Dio? qual è il tuo volto? Ecco, Ti troviamo piccolo tra i piccoli. Tu sei un Dio piccolo. Ed ai piccoli hai scelto di rivelarti.

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Eccolo, il Natale...

sabato 22 dicembre – III settimana d’avvento
1Sam 1,24-28 1Sam 2 Lc 1,46-55
Eccolo, il Natale. Mancano pochi giorni alla grande festa. Eccolo anche con l’intensità dei suoi pesi. Sì, abbiamo saputo trasformare in peso anche il Natale. Ed io non ne sono immune, mio Signore.
Eccolo, il Natale, mancano pochi giorni, e la sua carica emozionale si fa sentire. Sì, mio Signore, è difficile il Natale per chi è solo. Ed io sono solo. Eccolo, il Natale, con il suo tessuto di nostalgia e malinconia. I ricordi sono un macigno. Lo so, non è giusto, non è questa la celebrazione del Natale che Tu vorresti da noi. “Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio”, mi ricordi. Hai ragione, Signore, ma non è facile. Noi siamo stati tratti dalla terra e siamo anche la nostra memoria. Forse si tratta di purificare la memoria. Ed allora vieni, Signore Gesù, vieni a liberare l’uomo che è stato plasmato dalla terra.
Eccolo, il Natale, ed ecco che per quanto possiamo sentirci esclusi ed emarginati, per quanto laceranti siano le ferite che la vita ci ha inferto, Tu ci doni sempre la possibilità di cantare assieme a Maria “l’anima mia magnifica il Signore …”
Apri le mie labbra e sostieni le note sulle quali anche io possa cantare il mio Magnificat, perché Tu sei vicino a chi ha il cuore ferito, Tu salvi gli spiriti affranti. Sostieni il canto della mia anima e del mio spirito, Tu che ti abbassi perché l’uomo possa alzarsi. Sostieni il mio canto ed anche io, come Maria, scomparirò all’interno della moltitudine di tutti coloro che temono il Signore, sui quali si spiega la sua misericordia, tra i piccoli, i poveri, gli affamati, gli indigenti, nel popolo degli umili, che si fidano e si affidano a Te.
Sostieni il mio canto, il canto degli anawim, i poveri del Signore, coloro che tutto attendono da Te. Sostieni il mio canto, mio Signore, che esso incarni la tua Parola dentro la mia storia; la tua Parola si incarna sempre dentro la storia, dentro la storia di un popolo, dentro la storia dell’umanità, dentro la propria storia.
Vieni Signore Gesù.