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francesco ballero

canta e cammina

Volontà di Dio

giovedì 7 marzo 2019 – dopo le ceneri
Dt 30,15-20 Sal 1 Lc 9,22-25
Quanti equivoci su questa pagina del tuo Vangelo, Signore Gesù. A qualcuno piaceva spiegare che tu dovevi soffrire molto e venire ucciso perché proprio la sofferenza e la morte erano la volontà di Dio; e poi noi a rinnegare se stessi, non a prendere la croce, ma a cercarla... Il fatto è che tu hai semplicemente accettato di vivere l’amore sino all’estremo. Vivere l’amore sino all’estremo, anche a costo di dover pagare con la propria vita, questa è la volontà del Padre. Tu, per amore, sei stato disposto a pagare il prezzo di una morte infame. Solo l’amore è la volontà del Padre. Ed io che voglio essere tuo discepolo? “Se”... c’è un “se” enorme come premessa. “Se qualcuno vuole”... Lo voglio, Signore, quindi il mio cammino non può che essere generato dal tuo cammino, nella libertà della scelta.

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Memoria

mercoledì 6 marzo 2019 – Mercoledì delle ceneri.
Gl 2,12-18 Sal 50 2Cor 5,20-6,2 Mt 6,1-6.16-18
O Dio, nostro Padre, concedici di progredire, col digiuno quaresimale, nel cammino di una vera conversione. Così Tu ci dici: “Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male”. “Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro”. “Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno”. Sostienimi nel renderti testimonianza affinché non si dica tra i popoli “Dov’è il loro Dio?”. Mi hai costituito tuo collaboratore, fai che non accolga invano la tua grazia. Terrò lo sguardo fisso alla croce ed alla resurrezione di Gesù il Cristo, perché “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio”.

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Un amore che chiede troppo

lunedì 4 marzo 2019 – T.O. VIII sett.
Sir 17,20-28 Sal 31 Mc 10,17-27
“Allora Gesù, fissatolo, lo amò”. Un amore che esonda e che noi non sempre siamo capaci di distinguere e accogliere. Sai, Signore, quando l’amore ci chiede troppo, non ci sentiamo all’altezza; per questo ci rattristiamo e andiamo afflitti. Faccia a faccia con le esagerazioni dell’amore, c’è qualcosa che ci blocca, restiamo interdetti. L’amore è un beneficio per gli uomini liberi. La ricchezza non ci affranca, non ci elargisce libertà. La ricchezza alla fine è una mancanza. Ci manca la libertà del cuore. Già, Signore, ma di quale ricchezza stai parlando? Non solo dell’oro e dell’argento stai parlando, non solo di chissà quali possedimenti, ma di ogni nostro misero attaccamento a frammenti di oggetti, pensieri o desideri che penetrano nel cuore come pece appiccicosa. Ci metti in guardia, Signore, da ogni attaccamento del cuore perché ci impedisce di essere disponibili ad ascoltare la tua parola e a seguirti, mentre Tu desideri che noi già ora, qui, subito, entriamo nel regno.

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Un cuore ben preparato

domenica 3 marzo 2019 – T.O. VIII sett.
Sir 27,5-8 Sal 91 1Cor 15,54-58 Lc 6,39-45
Marc Chagall - Albero della vita bozza della vetrata per la cappella di Cordeliers - SarrebourgMaestro, guidami nell’affondare lo sguardo nel cuore. Poche umili parole sono sufficienti, ne rivelano i pensieri. Apri, spalanca il mio cuore, lascia che vi trovi il desiderio di vita vera. Rendi il mio cuore ben preparato, che non abbia paura della fornace del ceramista o di trovare dei rifiuti scuotendo il setaccio. Che non abbia neppure paura di discutere o di sbagliare o di scoprirsi pieno di limiti e difetti. Aiutami solo a preparare bene il mio cuore, senza continuare a sognare di essere perfetto. Lasciami abbracciare le mie incompiutezze. Già troppo male mi hanno fatto le aspettative buttatemi addosso sin dai tempi della mia fanciullezza. Donami un po’ di senso di umorismo che sappia scherzare sul pattume trattenuto dal setaccio. Mettimi alla prova nella fornace. Non ti chiedo di esentarmi dalla prova; già troppe volte in passato ho imprecato per l’asprezza della vita.

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Grandezza e piccolezza

sabato 2 marzo 2019 – T.O. VII sett.
Sir 17,1-13 Sal 102 Mc 10,13-16
Eccomi di fronte a Te, misterioso Dio, per contemplare la grandezza delle tue opere, la grandezza della tua gloria. Depongo dinnanzi a Te il discernimento, la lingua, gli occhi, gli orecchi e il cuore che mi hai donato per pensare. e possedere una parte di potere su quanto la terra contiene. Eccomi con tutta la mia grandezza e con tutta la mia piccolezza, con i limiti che Tu hai posto. Mi hai assegnato giorni contati e un tempo definito, perché, pur gloriandomi nel secolo presente delle tue meraviglie, imparassi a farmi piccolo; ai piccoli infatti appartiene il regno di Dio. Lo sguardo di un bambino con semplicità sa penetrare nel tuo mistero. Non si entra nella tua luce senza abbandono fiducioso. Solo la consapevolezza del limite, può porci in questa prospettiva. Chi si fa piccolo, chi torna bambino sa anche ritornare alla semplicità, quella che scalda lo sguardo di meraviglia. Insegnami ad esultare per la mia piccolezza. Insegnami a cantare con Maria "il mio spirito esulta in Dio, perché ha guardato l'umiltà della sua serva", lei che è stata piccola ed è stata contenta di esserlo. Donami la gioia di essere piccolo. Nella piccolezza si spiega la potenza del tuo braccio e la tua grazia innalza gli umili e colma di beni gli affamati. Santo, benedetto, misterioso Dio, Padre dei piccoli.