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francesco ballero

canta e cammina

Digiuno

venerdì 8 marzo 2019 – dopo le ceneri
Is 58,1-9 Sal 50 Mt 9,14-15
Signore Gesù, perché talvolta ti nascondi? perché talvolta fuggi allo sguardo che ti cerca? Quando non lasci trasparire la tua presenza, è questo il digiuno che mi logora. Conosco la sofferenza che proviene dal mio peccato e dal male in cui il mondo affonda, conosco la prova e la tentazione. E tu ti nascondi? Perché mi viene di tanto in tanto tolta la gioia che proviene dall’intimità dell’amicizia con te? Tu mi costringi ad un digiuno spirituale di angoscia e tribolazione. Donati sempre a tutti coloro che ti pregano, perché desiderano ricevere il tuo amore. Donati sempre nella preghiera perché, se tu non ci sei, non è possibile sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo. Senza di te, nulla possiamo. Con te troverò il coraggio e la forza di dividere il pane con l’affamato, di introdurre in casa i miseri, senza tetto, di vestire uno che vedo nudo, senza trascurare i miei parenti. Non è forse questo il digiuno che predilige il Padre?
Tu ti nascondi e mi stringi nel digiuno perché vuoi che il mio cuore venga purificato durante la tua assenza, perché vuoi da me uno sguardo luminoso e trasparente quando tornerai. Sì, digiunando, ci è più facile comprendere la nostra fame di senso, che cosa realmente ci appaga, il che non è solo il pane; digiunando ci è più facile capire la sofferenza di chi patisce la fame e magari è costretto ad emigrare, attraversando deserto e mare, affrontando la tortura; digiunando ci è più facile condividere l’urgenza di una vita degna per ogni figlio d’uomo.
Sii lo sposo della mia anima, Signore, sii il segno toccabile dell’amore del Padre per me e per tutti gli uomini, vieni ad abitare nel profondo dei nostri desideri. Vieni presto, Signore Gesù, non lasciarci digiunare troppo a lungo.