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quasicomepoesia

francesco ballero

domenica 11 agosto 2019 – XIX sett. T.O.- Santa Chiara

Sap 18,6-9 Sal 32 Eb 11,1-2.8-19 Lc 12,32-48
Gerusalemme - panorama con spianata del tempio, moschee, cimitero ebraico - fotografia Francesco BalleroTu sei l’astro che splende nella notte, in cui si spegne il ricordo dei desideri del mondo. La notte è il tempo dell’attesa, l’ora in cui il mio “io” svanisce e non mi rimane che l’abbandono nell’immenso. Ma nella notte talvolta piango, le stelle l’attraversano mute; soffro e mi agito, il mio cuore ha fretta dell’alba. Nella fede attraverserò la notte, affinché divenga l’ora della liberazione. Svuoterò le mie mani per colmare il mio cuore della tua presenza; vi farò spazio per accogliere il dono. Nella notte si può apprendere la coscienza del dono, quel Regno che è piaciuto al Padre nostro darci. La notte è il tempo della veglia ed il tempo della rinuncia che permettere di ricevere il tuo folle amore.
Liberami dunque da ogni paura, fai della notte il tempo in cui fiorisca una tranquilla fiducia. Fai della notte il tempo del coraggio in attesa della salvezza dei giusti, quel piccolo gregge che ti segue fedele e non la trasformerà mai in tenebra. No, Signore, non avrò più paura finché riconoscerò il tuo piccolo gregge, nel quale io stesso mi riconosco. Esisterà sempre un piccolo gregge, insopportabile al mondo, che resiste e che ricorderà anche a chi erige barriere nel nome dell’ordine e della sicurezza che non c’è nulla di cui avere paura. È un piccolo gregge debole che starà sempre dalla parte dei deboli. Il piccolo gregge risiede nel cuore che resiste ad ogni volgarità, alla omologazione, alla stupidità del consumismo. Il piccolo gregge risiede nel cuore di molti.
Donami, Signore, di credere sempre nel piccolo gregge, quel tesoro dove ci chiedi di deporre il cuore. Signore, noi piccolo gregge vegliamo nella notte, come ci chiedi, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese.