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francesco ballero

canta e cammina

La dimensione dell’anima

giovedì 4 aprile 2019 – IV sett. di quaresima
Es 32,7-14 Sal 105 Gv 5,31-47
Non è facile credere, Signore Gesù. Anzi è difficile. Il nostro sguardo è spesso offuscato da divinità visibili e palpabili; posseggono un corpo, sembrano reali con la loro fisicità tangibile. È difficile accogliere in pienezza le tue parole se non ponendosi con semplicità ed umiltà in ascolto. Anche le opere che il Padre ti ha dato da compiere, quelle stesse opere che stai facendo, anche i segni ed i miracoli non sempre sono facilmente decifrabili e possono essere intesi in modo sviante senza una fede autentica e purificata. La tua testimonianza della verità non viene confermata da prove scientifiche. La tua testimonianza della verità non può essere circoscritta dalla geometria della legge. Bisogna credere per capire. Ma non è facile credere, quando ci ostiniamo a difendere quelle piccole convinzioni che ci rassicurano. Meglio la legge che la libertà dello spirito; ci si deve impegnare non poco per rendere libero il nostro spirito.
Meglio talvolta il vitello d’oro che lasciare a Dio la possibilità di allargare i nostri orizzonti. Lasciare a Dio la possibilità di illuminare la nostra vita comporta la rinuncia alle divinità visibili e palpabili, quelle che sembrano fatte su misura per noi. Ma Tu, Signore Gesù, non ti arrendi e, accusato da un popolo dalla dura cervice, con estrema pazienza ti ostini ad argomentare il fondamento della tua testimonianza. Le tue non mi sembrano parole dure; io vi scorgo l’estrema tenerezza di chi vuole convincere con l’unica ragione di donare la vita. Io ti imploro, mio Signore, attraverso la costanza e la perseveranza dell’ascolto sostieni in me la fede che mi hai donato. Donami le armi della carità e le ali della speranza. Sono esse la dimensione dell’anima, il vivificante orientamento del cuore e dello spirito. Donami uno sguardo semplice ed umile, gli occhi dello Spirito Santo che sanno riconoscere in te il Figlio di Dio, per essere a mia volta trasformato in figlio di Dio, a mia volta divinizzato nell’unione con te, Figlio Unigenito.