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francesco ballero

canta e cammina

Affinché

lunedì 18 marzo 2019 – II sett. di quaresima
Dn 9,4-10 Sal 78 Lc 6,36-38
“E rimetti a noi i nostri debiti affinché noi li rimettiamo ai nostri debitori”. “Affinché”, Padre, non “come”... perché se Tu posi il tuo sguardo sul nostro “come”, a noi può restare soltanto la vergogna sul volto. Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti. Ma a te conviene la giustizia, o Signore. Sia la libertà e la gratuità del tuo agire a liberarci dalla tentazione di ostentare i nostri crediti. Come potremo perdonare se non ci sentiamo noi stessi perdonati? Come potremo provare compassione se non esperimentiamo la tua compassione? : “Non dovevi anche tu aver compassione del tuo compagno, così come io ho avuto compassione di te?” Sì, mio Dio, la tua compassione mi incoraggia a riversarla a mia volta su me stesso con tutte le mie miserie e di conseguenza su ogni fratello.

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Cerco il tuo volto

domenica 17 marzo 2019 – II sett. di quaresima
Gen 15,5-12.17-18 Sal 26 Fil 3,17- 4,1 Lc 9,28-36
Rene Magritte - Grande famillePerché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi? Ho il timore di aver compreso ben poco. Talvolta Tu, Signore, mi conduci sul monte, là dove le stelle sono più vicine e non si riescono a contare; ed anche io vorrei avere la mia capanna e fermarmi lì dove, nella preghiera, ai miei occhi Tu, Signore, mostri il tuo volto cambiato d’aspetto e la tua veste diviene candida e sfolgorante. Là, sulla montagna, Dio dichiara il suo innamoramento ed anche io vengo catturato dal suo sguardo. Nell’innamoramento anche noi, piccoli uomini, diventiamo luce. Invece Tu vuoi ricondurmi nella valle dove mi attende un fardello di abitudini, di oscurità, di passione e dove i vani desideri sono difficili da dominare.

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Una lode perfetta

sabato 16 marzo 2019 – I sett. di quaresima
Dt 26,16-19 Sal 118 Mt 5,43-48
Tu sarai il mio Dio se ascolterò la tua voce, se ascolterò per osservare e mettere in pratica la tua Parola con tutto il cuore e con tutta l’anima. Tu mi chiamerai beato quando saprò custodire i tuoi insegnamenti cercandoti con tutto il cuore. Come sono lontano da questa beatitudine! Ti cerco, Signore, ti cerco fin da prima dell’alba sino all’ora del sonno e mi addormento implorandoti. Ma come debbo pregare ed implorarti per vivere pienamente quanto è nel tuo stesso cuore? Spirto Santo abbeverami della tua potenza che è capace di perdonare ed amare come Gesù, il quale ha saputo scegliere di morire per noi sulla croce. La perfezione non mi appartiene, Signore, ma desidero percorrere quel cammino di pienezza di vita che Tu mi mostri come praticabile; se Tu a tutto ciò mi inviti, deve pur essere percorribile, nonostante che sia umano non riuscire ad amare i nemici; già mi sembra difficilissimo non ripagarli con gli stessi torti che loro fanno subire a me.

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Riconciliazione

venerdì 15 marzo 2019 – I sett. di quaresima
Ez 18,21-28 Sal 129 Mt 5,20-26
Seppure con il cuore in mano, Signore Gesù, ascoltando questa tua Parola, sono fortemente tentato di arrendermi, perché sperimento ogni doloroso aculeo della mia impotenza. Non mi resta che deporre ai piedi della tua Croce tutta la mia incapacità, quella Croce da cui fosti abbracciato e dalla quale hai implorato “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Sono attonito e preso da timore contemplando tanto eccesso d’amore. Eppure per rimanere in relazione con Te occorre lasciarsi ferire da questa sovrabbondanza. Ho tentato, Signore, ho tentato di riconciliarmi con chi avevo mortalmente ferito e che a sua volta mi aveva mortalmente ferito. Ne ho ricevuto solamente insulti e, di conseguenza, in me è riemersa una tentazione di collera, forse perché il risentimento ed il rancore non si sono ancora placati. O forse desidero la riconciliazione per accontentare il mio orgoglio piuttosto che non per un sincero tentativo di gratuità?

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Segni

mercoledì 13 marzo 2019 – I sett. di quaresima
Gio 3,1-10 Sal 50 Lc 11,29-32
L’unico vero grande segno è la tua morte e resurrezione, mio Signore. È il segno della tua sapienza e della tua follia. Eppure nella tua follia hai permesso che io udissi la tua voce proprio nei momenti della più grande prostrazione, quando mi sono sentito perso e non riuscivo a scorgere speranza. Sono diventato anch’io un pavido profeta che Tu hai forzato ad annunciare a me stesso quella tua giustizia che converti sempre in misericordia. Meglio sarebbe dire che la tua giustizia comprende sempre la misericordia. Ed allora non mi sono seduto sulla mia disperazione, né su quel residuo di certezze presunte che sono l’ultima ancora di cartapesta a cui incatenarsi. Ho accolto l’umiliazione e per questo non sono rimasto indifferente ed impermeabile all’annuncio della tua Parola.

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