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francesco ballero

Madonna di Vladimir
Maria santissima, regina della pace, creatura e icona di Dio, le labbra di molti sussurrano il tuo nome e implorano la tua intercessione, perché tutte le generazioni ti chiamano beata.

Maria, madre dei credenti, il tuo nome viene sussurrato, a volte gridato, dagli umili, fortunati e meno fortunati, dai miseri, dagli emarginati, dai naufraghi, dai soldati, dai malati, dai moribondi, da coloro che sono nella prova, dagli uomini di genio e dagli artisti... Come è dolce il tuo nome! Madre di Dio e madre del mistero.
Il tuo nome è benedizione per tutta l’umanità, perché tu ti sei lasciata ferire dall’amore, ti ha attraversata, senza che tu lo trattenessi per te. Sei stata benedetta e la tua benedizione si è riversata su uomini e donne di ogni luogo e di ogni tempo.

Il coraggio e la forza

mercoledì 5 dicembre – I settimana d’avvento
Is 25,6-10 Salmo 22 Mt 15,29-37
Zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri piegati da ogni tipo di malattia sono stati deposti ai tuoi piedi, Signore Gesù. Suppongo fossero persone di diverse origini e culture e tradizioni, giudei ed anche pagani. La Galilea era un crocevia di genti.
Tutti sono destinatari della tua salvezza. Ed io di questo Ti rendo grazie, perché mi addolora e non riesco ad accettare il fatto che la salvezza possa riguardare solo chi appartiene ad una ristretta comunità. Ma questo pone molti problemi o perlomeno delle difficoltà. Ci darai Tu, Signore, il coraggio e la forza di rispondere a tutta questa gente, adesso che i confini sono stati infranti? Come sfamare il bisogno di verità, di giustizia, di amore di tutta questa folla? Ci nutrirà il tuo pane, che dilaterà il nostro cuore abbattendo ogni steccato ed ogni barriera. Curiamo pure le nostre tradizioni, i nostri riti, le nostre liturgie, i presepi, i crocifissi appesi alle pareti; sono cose buone, ma se tutto ciò crea muri e steccati, allora è meglio rinunciarvi. Ciò che conta è un cuore che sappia sentire quella compassione che illumina ogni nostra relazione.
Vieni, Signore Gesù, donaci il tuo pane, da cui attingere il coraggio e la forza.
Signore donaci conforto perché i nostri occhi sono consumati nell’attesa del nostro Dio, e molti tra di noi sono perseguitati a motivo di questa attesa.