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francesco ballero

Madonna di Vladimir
Maria santissima, regina della pace, creatura e icona di Dio, le labbra di molti sussurrano il tuo nome e implorano la tua intercessione, perché tutte le generazioni ti chiamano beata.

Maria, madre dei credenti, il tuo nome viene sussurrato, a volte gridato, dagli umili, fortunati e meno fortunati, dai miseri, dagli emarginati, dai naufraghi, dai soldati, dai malati, dai moribondi, da coloro che sono nella prova, dagli uomini di genio e dagli artisti... Come è dolce il tuo nome! Madre di Dio e madre del mistero.
Il tuo nome è benedizione per tutta l’umanità, perché tu ti sei lasciata ferire dall’amore, ti ha attraversata, senza che tu lo trattenessi per te. Sei stata benedetta e la tua benedizione si è riversata su uomini e donne di ogni luogo e di ogni tempo.

A dispetto di ogni esperienza di morte

mercoledì 24 aprile 2019 – ottava di Pasqua
At 3,1-10 Sal 104 Lc 24,13-35
Accade talvolta che la fede difetti e non sia sufficiente. Accade talvolta che la fede si arrenda. Si tratta di una fede non ha ancora giunta ad un processo di maturazione. A me è accaduto. La notizia del vangelo mi aveva raggiunto, ma non era ancora la “buona notizia”. In quella notizia molti ripongono i propri sogni, i propri desideri, le proprie personali speranze. “Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele”. Invece tutto si è frantumato, la morte proclama la sua vittoria. Eravamo certi di possederti, Signore, ed invece tu muori trascinando con te tutte le illusioni e le aspirazioni. Noi speravamo, ma la speranza non era disposta a lasciarsi trasformare dalla “buona” notizia. Alle nostre orecchie era “una” notizia, non la “tua” notizia.

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Si volta Maria

martedì 23 aprile 2019 – ottava di Pasqua
At 2,36-41 Sal 32 Gv 20,11-18
La tomba è un luogo di memoria, la rievocazione di un legame, la commemorazione di un amore spezzato ed incompiuto. È la traccia che ci rimane di una persona, una reliquia. La tomba è il luogo del pianto. La pena di Maria di Magdala, nel suo desiderio di rimanerti ancora vicino, di trattenerti ancora, Signore Gesù, si trasforma in vera e propria angoscia. Non ha più neppure un luogo dove piangerti. La sua disperazione racconta di un amore che aveva permeato tutta l’estensione del suo cuore. Presso la tomba sperava di udire almeno la eco della tua voce. Ne ode invece all’improvviso il timbro. Difficile, quando il pianto ti strozza la gola, riconoscerne i contorni precisi. È un dolore che scava nelle sue profondità. La gioia pasquale, la familiarità di una voce, si dissigilla soltanto nei solchi della sofferenza? Si volta Maria; è un movimento dell’anima, più che del corpo.

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Comincia la vita

lunedì 22 aprile 2019 – ottava di Pasqua
At 2,14.22-33 Sal 15 Mt 28,8-15
Comincia la vita vera, quella che richiede coraggio; comincia la vita concreta, quella che non si chiude nel rifiuto e non lo giustifica con l’inganno. Comincia la vita quotidiana della fede, quella che non si accorda al passato. Comincia la vita della quale si riscopre il senso, perché impreziosita dalla presenza continua del Cristo risuscitato.
Signore, Tu ci hai promesso di restare con noi fino all’ultimo giorno. Il saluto che Tu rivolgi alle donne di ritorno dal sepolcro è un invito alla gioia. Ricorda sempre anche a me che la misura del mio essere cristiano è proporzionata alla gioia che provo nel cuore, e alla cura che ho nel coltivarla e farla crescere. Ma Tu sostienimi, perché non è così facile ed immediato convertirsi alla gioia, non è semplice ed istintivo credere che veramente Tu sei risorto. Per questo è importante la promessa del tuo restare presente.

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Deporre le vesti

giovedì/venerdì 18/19 aprile 2019 – Settimana santa
Es 12,1-8.11-14 Sal 115 1Cor 11,23-26 Gv 13,1-15
Is 52,13- 53,12 Sal 30 Eb 4,14-16; 5,7-9 Gv 18,1- 19,42
Ecco, Signore, la tua signoria. La tua signoria si afferma deponendo le vesti e facendosi schiavo. Deponendo le vesti Tu deponi tutta la vita nel cuore di coloro che ami, facendoti schiavo doni tutto te stesso per donare la vita. In questa spoliazione consiste la tua gloria, che non ricevi dagli uomini, ma dal Padre. È la gloria di un amore scandaloso e folle, che affronta l’incomprensione ed il rifiuto degli uomini. È amore totale, amore sino alla fine. Il gesto della lavanda dei piedi contiene la tua passione e morte, ma preannuncia la tua resurrezione. Donaci, Signore, il coraggio di rimanere con te. Sì, ci vuole coraggio per fare anche noi come Tu hai fatto a noi. Ma per rimanere con te, essere in comunione con te occorre deporre le vesti ed assumere su di noi la tua morte. Ci vuole coraggio non tanto per accettare la sofferenza e la morte, fatti che in ogni caso nessuno può evitare, ma per viverle nell’amore. D’istinto rifiutiamo il dolore e la morte. Non possiamo pensare che esista una sofferenza santa. Ma la sofferenza vissuta nell’amore glorifica il Padre. Non riusciamo ad immaginare un amore più forte della morte. L’amore infatti non impedisce la morte. Ma l’amore santifica la morte. Tienici stretti a te: la nostra morte sia unita alla tua morte, perché la tua morte ha vinto la morte. Chi avrebbe mai potuto credere ad un tale annuncio?

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Preparare la Pasqua

mercoledì 17 aprile 2019 – Settimana santa
Is 50,4-9 Sal 68 Mt 26,14-25
Ci insegni, Signore Gesù, che la Pasqua va preparata sempre con la consapevolezza, anzi la certezza, che “Il Signore Dio mi assiste”. Ti prego, guida sempre i miei passi conservandomi in questa certezza, specialmente quando attraverso momenti di difficoltà, di incomprensione, di fatica e di dolore. Fammi comprendere che anche la mia piccola croce può essere via di Resurrezione. Se il mio cuore è orientato a preparare la Pasqua, il Signore Dio mi assiste ed ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io lo ascolti come i discepoli. Se il Signore Dio mi apre l’orecchio, io non opporrò resistenza, non mi tirerò indietro. Mi assiste il Signore nel preparare la Pasqua, per questo non resterò svergognato, sapendo di non restare confuso.

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